Termoarredi e scaldasalviette, il calore di casa tra design e funzionalità

Donut di Scirocco H termoarredo di design per il bagno.

Guida completa su termoarredi moderni e scaldasalviette di design: come scegliere in base a modelli, prezzi e materiali e come posizionarli in modo pratico ed efficiente.

Nella foto: Donut – Scirocco H

Una ristrutturazione può diventare il momento ideale per ripensare il riscaldamento domestico, magari aggiungendo in bagno o in salotto dei termoarredi di design in grado di assolvere sia alla funzione riscaldante che a quella di abbellimento degli ambienti abitativi.

Gli arredi termici, che vanno dal classico termosifone agli scaldasalviette da bagno, sono disponibili in diverse forme e possono funzionare sia con l’impianto di riscaldamento idraulico, sia alimentati a corrente elettrica.

Vediamo come distinguere le diverse tipologie di termoarredi e come scegliere in modo consapevole, tenendo d’occhio qualità dei materiali e resa estetica.

Il doppio calore del termoarredo di design

Il riscaldamento degli ambienti è il primo scopo di qualunque radiatore e termosifone, su questo non c’è dubbio, ma ritrovarsi a convivere con un anonimo – se non addirittura orrendo – pezzo di metallo è qualcosa che può davvero vanificare tutti gli sforzi per arredare in modo armonico e coerente una stanza.

Scegliere un arredo termico di design permette invece di ottenere con un unico investimento tutto il calore necessario, senza rinunciare alla piacevolezza di un oggetto d’arredo di qualità.

Nel momento in cui si deve progettare una ristrutturazione, in particolare, è fondamentale pensare alla corretta tipologia e collocazione dei termoarredi, assicurandosi che ogni elemento  sia ben integrato con l’ambiente abitativo e possa garantire il massimo dell’efficienza termica.

Le diverse tipologie di termoarredo in commercio

La scelta di un arredo termico dipende da diversi aspetti del prodotto: forma, materiali e funzionalità. Vediamo le principali categorie per capire meglio cosa cambia tra un normale termosifone, uno scaldasalviette elettrico e una piastra in vetroceramica ad alimentazione mista.

Quale sistema di alimentazione scegliere?

1. Termoarredi idraulici

Il classico esempio di arredo termico è il calorifero o termosifone ad alimentazione idraulica, ma in generale ogni elemento riscaldante alimentato attraverso l’impianto di riscaldamento domestico, sia esso uno scalda asciugamani o una piastra in vetroceramica di design per il salotto, rientra in questa categoria.

Vantaggi: consumi sotto controllo, ovviamente a patto che l’impianto di riscaldamento venga utilizzato in maniera corretta, limitando temperature e periodi morti.

Svantaggi: maggiore difficoltà nella gestione quotidiana, visto che il termoarredo idraulico dipende dall’impianto per l’accensione e lo spegnimento, rendendo impossibile un utilizzo rapido e “spot” (ad esempio il riscaldamento rapido del bagno la mattina).

2. Termoarredi elettrici

Gli arredi termici ad alimentazione elettrica, come ad esempio i tipici scaldasalviette o il radiatore portatile per il bagno, possono invece essere l’alternativa ideale per tutti quegli ambienti che necessitano di essere riscaldati ma nei quali, per ragioni pratiche, strutturali o economiche, non è possibile utilizzare l’impianto di riscaldamento idraulico convenzionale.

Vantaggi: massima praticità di utilizzo, con tempi di accensione e riscaldamento rapidi e gestibili in modo del tutto indipendente secondo le proprie esigenze. I modelli portatili, in particolare, sono ideali per scaldare a piacimento gli ambienti che desideriamo, in ogni momento, utilizzando semplicemente una presa elettrica.

Svantaggi: attenzione ai consumi, soprattutto nei modelli di minore qualità che non offrono la possibilità di regolare tempi di accensione e potenza. Possono rivelarsi un vero salasso in termini di bolletta elettrica.

3. Termoarredi combinati

Soluzione ibrida che unisce in un’unica soluzione i pregi dei termoarredo ad alimentazione idraulica ed elettrica, quindi praticità e rapidità di utilizzo con l’utilizzo elettrico e consumi controllati se sfruttiamo l’impianto di riscaldamento dell’abitazione.

Ovviamente modelli di questo tipo implicano un costo maggiore dovuto alla superiore qualità progettuale e di design per garantire un prodotto efficiente, pratico e funzionale in tutte le modalità.

Forma e orientamento dei termoarredi

Il primo elemento da tenere in considerazione è l’orientamento del prodotto. Possiamo avere un termoarredo verticale, ovvero la classica rastrelliera fatta di tubolari orizzontali ideale per appoggiare piccoli teli e asciugamani. Questo tipo di soluzione, che poi è il vero e proprio scaldasalviette elettrico, occupa meno spazio sulla parete ma è meno indicata per teli di grandi dimensioni che necessitano di maggiore spazio in larghezza per essere accomodati.

I termoarredi orizzontali seguono proprio il ragionamento opposto: sono adatti per i grandi asciugamani ma meno indicati per riscaldare tante piccole salviette – cosa per cui il classico scaldasalviette elettrico verticale risulta invece perfetto.

Esistono poi termoarredi di forme particolari e complesse che non seguono un orientamento preciso; soluzioni dal design ricercato che vanno ad aggiungere un tocco di eleganza e originalità agli ambienti. Classico esempio sono i modelli angolari, ideali per sfruttare al meglio gli spazi del bagno.

Abbiamo quindi modelli ispirati alle decorazioni geometriche di epoca classica o varianti rotonde come il particolarissimo Donut di Scirocco H, termoarredo perfettamente circolare disponibile in versione elettrica, idraulica e anche portatile.

Altra categoria è quella dei termoarredi a pannello, modelli costituiti da una superficie riscaldante unica, solitamente in metallo o vetroceramica, di grande impatto visivo. I termoarredi a pannello possono regalare agli ambienti un tocco di originalità ed eleganza, senza rinunciare alla funzione termica.

Chiudiamo la nostra rassegna con i termoarredi ribaltabili o a bandiera, che assolvono anche alla funzione di stendibiancheria riscaldato grazie ad una progettazione particolare che permette di utilizzarli sia a parete che in modalità estesa per stendere i panni in bagno.

Materiali e rivestimenti

Oltre alla tipologia di termoarredo, è bene prestare attenzione anche ai materiali che compongono la struttura e il rivestimento del vostro futuro scaldasalviette o sifone di design.

Ghisa

Il materiale tipico dei vecchi termosifoni, particolarmente indicato per quegli ambienti che vanno riscaldati con regolarità e per lunghi periodi.

Vantaggi: resistente alla corrosione, si scalda lentamente, non produce rumori dovuti all’espansione del metallo e si mantiene caldo a lungo grazie all’elevata inerzia termica. 

Svantaggi: fragilità e peso elevato, elementi che rendono questo materiale poco indicato per la produzione di termoarredi dalle forme particolari o per modelli decorativi da parete.

Da rimarcare il prezzo mediamente elevato dei termoarredi in ghisa rispetto ai più economici termoarredi in acciaio – costo comunque giustificato dalle ottime prestazioni termiche sopracitate.

Acciaio

Materiale versatile e particolarmente indicato per termoarredi come gli scaldasalviette elettrici che necessitano di caratteristiche termiche particolari.

Vantaggi: meno costoso della ghisa, anche se in caso di modelli di design può salire di prezzo, più per la progettazione e la realizzazione che per il valore della materia prima.

Svantaggi: limitata inerzia termica, con il calore che viene rilasciato più in fretta. Tale caratteristica rendendo l’acciaio più adatto a modelli di termoarredi elettrici da utilizzare per il riscaldamento veloce degli ambienti, oppure per quelli alimentati con riscaldamento ad acqua per aumentare la durata del calore.

Alluminio

Particolarmente apprezzato per la sua leggerezza e per la rapidità con cui si scalda; rimane però un materiale delicato e più soggetto ad ammaccature rispetto ad altri metalli, in particolare all’acciaio.

I termoarredi in alluminio sono quindi un’ottima soluzione di riscaldamento rapido per la casa in montagna oppure per uno scalda asciugamani elettrico da bagno, ma non per modelli portatili per i quali va preferito l’acciaio, più pratico e resistente.

Vetroceramica

Materiale molto utilizzato nei termoarredi di design a pannello. La vetroceramica unisce eleganza e proprietà termiche. La lucentezza del materiale, lavorato in lastre montabili sia orizzontalmente che verticalmente o secondo il design del modello, riscalda mediante tenui raggi infrarossi emanati dalla superficie del pannello stesso, alimentato elettricamente.

Gli arredi termici in vetroceramica richiedono un design di alto livello per esprimere tutte le qualità estetiche del materiale che, debitamente progettato, verniciato e trattato, regala ad ogni ambiente domestico un originale tocco di calore.

Polipropilene

I termoarredi sintetici in polipropilene sono la vera novità del settore riscaldamento domestico. Particolarmente apprezzati per la totale eco-compatibilità (sono 100% riciclabili) e per la loro atossicità, dovuta alla colorazione diretta data al materiale in fase di produzione e non tramite vernici o trattamenti successivi.

Se da una parte è vero che i termoarredi in polipropilene sono da poco sul mercato e se ne conoscono poco limiti e difetti, è altrettanto vero che sulla carta assicurano prestazioni termiche ottime anche a basse temperature, costi contenuti, funzionamento silenzioso e ampie possibilità di modellazione e colorazione per apparecchi di design.

Vernici e trattamenti di rivestimento

Fondamentale che le vernici utilizzate siano atossiche e di elevata tenuta per durare nel tempo e resistere agli sbalzi di temperatura. Alcuni modelli sono invece trattati con procedimenti particolari – ad esempio spazzolatura e lucidatura – per ottenere effetti diversi.

Dove posizionare un arredo termico in casa

Partiamo col dire che non esistono regole fisse per il posizionamento dei termoarredi. Per loro natura, vanno posizionati in base alle esigenze di riscaldamento, alla piacevolezza estetica e ai limiti strutturali degli ambienti.

La decisione su dove posizionare uno scaldasalviette a bandiera piuttosto che un termoarredo in vetroceramica a pannello matura non prima di aver risposto ad alcune domande cruciali circa lo spazio a disposizione e l’utilizzo che si intende farne.

Esempio 1: se ho necessità di avere le salviette intime a portata di mano è preferibile un modello verticale da posizionare sopra il bidet.

Esempio 2: al contrario, se intendo utilizzare uno scalda asciugamani orizzontale per i miei teli, la posizione migliore è direttamente sopra la vasca, a portata di mano e sfruttando la lunghezza disponibile, spesso poco sfruttata.

Sconsigliata invece l’installazione di un termoarredo dietro alle porte o sulla parete “libera” di bagni che presentano i sanitari tutti dalla stessa parte; entrambe le soluzioni sarebbero scomode e provocherebbero una congestione degli spazi.

Da cosa dipende il prezzo di un termoarredo?

Il discorso sui prezzi di un termoarredo parte da tutte le considerazioni fin qui fatte su tipologie, caratteristiche e limitazioni dell’abitazione. In linea di massima gli elementi da considerare saranno:

  • Brand – la fama di un marchio è da sempre associata a prodotti di prezzo superiore, motivato dalla garanzia di maggiore qualità, almeno sulla carta.
  • Design – un modello di termoarredo di design costerà sempre più di un modello standard della grande distribuzione a causa del processo di lavorazione più elaborato e quasi artigianale.
  • Materiali – i materiali con resa termica superiore o con caratteristiche particolari avranno sempre costi maggiori che si rifletteranno sul prezzo finale.
  • Finiture – colorazioni e trattamenti alle versioni base comportano sempre un surplus del prezzo.
  • Dimensioni –  da non sottovalutare l’impatto sul prezzo delle misure, quindi attenzione a pretendere costi contenuti se vogliamo occupare 2 metri di parete con un termoarredo orizzontale oppure se decoriamo l’intera parete del salotto con piastre in vetroceramica.

Termoarredi e ristrutturazione: meglio assieme

Capita spesso di vedere la ristrutturazione domestica come qualcosa di separato dall’installazione degli arredi termici: una volta messi a progetto i classici termosifoni (spesso già presenti nell’ambiente e al massimo rinnovati nel modello) si tende a posticipare la questione termoarredi aggiuntivi.

In tanti anni di esperienza nel settore, noi di Io Ristrutturo e Arredo abbiamo invece avuto modo di confermare in molteplici progetti di ristrutturazione e relooking i vantaggi connessi alla riprogettazione completa del riscaldamento domestico, dai sifoni in ghisa fino alla stufetta elettrica portatile. Partendo dalle abitudini abitative e dalle caratteristiche dell’immobile, la proposta di termoarredi elettrici o idraulici di differenti tipologie viene ripensata da zero in modo da fornire il meglio in termini di funzionalità, estetica e, non ultimo, di budget.

 


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