Ristrutturare casa, i bonus e le agevolazioni fiscali del 2020

Le agevolazioni fiscali per ristrutturare casa nel 2020.

Ristrutturare casa conviene ancora, anche nel 2020. La Legge di Bilancio ha prorogato per altri 12 mesi le detrazioni già in vigore nel 2019 sulle spese per lavori di ristrutturazione e acquisto di mobili ed elettrodomestici, introducendo anche 2 importanti novità: il “bonus facciate” e la stretta sullo sconto in fattura.

Passiamo in rassegna tutte le agevolazioni per la ristrutturazione di casa previste dal 1° gennaio 2020 dalla manovra fiscale appena approvata.

Bonus Ristrutturazione 2020 su metà della spesa

Confermata per il 2020 la detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute per lavori di ristrutturazione, restauro, manutenzione straordinaria e risanamento conservativo. L’agevolazione – che si applica sotto forma di detrazione IRPEF spalmata su 10 anni – è calcolata per singola unità immobiliare su un tetto massimo di 96 mila euro di spesa.

Ha diritto al bonus chi effettua sulla propria abitazione interventi classificabili come manutenzione straordinaria o superiore, lavori finalizzati al cablaggio, al miglioramento della sicurezza (antisismica di base, antincendio, antifurto) e all’abbattimento di barriere architettoniche, oltre agli interventi destinati al risparmio energetico che non rientrano nell’Ecobonus. (Per gli interventi antisismici avanzati leggi sotto).

Bonus Mobili confermato per tutto il 2020

Prorogato anche il bonus mobili: in detrazione va il 50% (su un tetto massimo di 10 mila euro) delle spese sostenute per mobili e grandi elettrodomestici di classe A+ o superiore (per i forni vale la classe A) acquistati nell’ambito di lavori di ristrutturazione, restauro o manutenzione straordinaria dell’immobile. Per usufruire della detrazione è necessario che i lavori non siano iniziati prima del 2019 e che il loro avvio preceda la data di acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Ecobonus 2020: agevolazioni e requisiti

Nel 2020 la detrazione dell’Ecobonus sale dal 50 al al 65%. Il massimo vantaggio fiscale – 100 mila euro – si ottiene con una spesa di 153.846 mila euro. La percentuale da detrarre si calcola sulle spese sostenute per interventi di risparmio energetico qualificato, come coibentazione termica dell’abitazione e installazione di pannelli solari. Se i lavori riguardano i condomini, la percentuale di spesa che va in detrazione può raggiungere il 75% e si calcola in base a quanto è migliorata la prestazione energetica.

Rientrano nell’Ecobonus anche le spese per l’acquisto di caldaie a condensazione classe A con termoregolazione evoluta. Rimane invece al 50% la detrazione per acquisto di serramenti, infissi, tende da sole, schermature solari, caldaie a biomassa e caldaie a condensazione classe A non evolute.

Bonus giardini 2020 per manutenzione del verde

Nel decreto “Milleproroghe” ha trovato posto anche il rinnovo per il 2020 dello sconto fiscale del 36% sulle spese di manutenzione del verde e di realizzazione di giardini pensili, coperture, pozzi e impianti di irrigazione, su una spesa massima di 5 mila euro per unità immobiliare. Anche in questo caso il bonus si applica con detrazione spalmata in 10 anni in sede di dichiarazione dei redditi.

Bonus facciate 2020: novità e requisiti

La novità più rilevante introdotta dalla manovra è il bonus facciate, che offre la possibilità di detrarre in 10 anni il 90% delle spese sostenute per interventi sulle facciate di edifici delle zone A (centri storici) e B (zone comunali di “completamento”) e del 50% per le zone restanti.

Nel bonus facciate è possibile includere le spese per interventi che riguardano cornicioni, balconi, rifacimento intonaci e tinteggiature di superfici esterne “opache”.

In alcuni casi è possibile abbinare i lavori sulle facciate ad interventi di efficienza e risparmio energetici. Un esempio è la riparazione/sostituzione di infissi: in caso di modifica di materiale, colore e forma degli infissi, la detrazione è del 50%, ma se si soddisfano i requisiti di isolamento è possibile applicare l’Ecobonus con detrazione IRES oltre a quella IRPEF. Un altro caso è il rifacimento dell’intonaco esterno: se viene lavorato almeno il 10% della superficie della facciata, diventa obbligatorio il rispetto dei requisiti di trasmittanza ed efficienza energetica, facendo della messa in posa di un cappotto termico la soluzione più conveniente.

Quando mancano i requisiti per il bonus facciate, o, in caso di infissi, quando la riparazione/sostituzione non prevede modifiche di materiali, colori e forme, è comunque possibile applicare una detrazione del 50% (che si calcola sugli interventi di ristrutturazione per i condomini e su tinteggiatura, sostituzione materiali e finiture per singole unità immobiliari).

In parole semplici, per quanto riguarda gli intonaci, il bonus facciate è sempre del 90% nelle zone A e B (50% nelle restanti), ma se gli interventi interessano il 10% (o più) della facciata e/o influiscono dal punto di vista termico, per avere l’agevolazione bisogna rispettare i requisiti di isolamento termico.

Il Sisma bonus per privati e condomini

Gli interventi di messa in sicurezza sismica degli immobili nei comuni delle zone sismiche 1, 2 e 3 – da non confondere con quelli antisismici “generici”, per i quali si applica il bonus ristrutturazione al 50% – fruiscono di una detrazione IRPEF del 70% (quando riducono il rischio sismico di una classe) o del 75% (per il miglioramento di due classi sismiche). Per gli interventi che riguardano parti comuni di condomini le percentuali sono, rispettivamente, dell’80 e dell’85%. La cifra massima di spesa detraibile è di 96 mila euro e può salire a 136 mila quando i lavori comportano anche il miglioramento dell’efficienza energetica. Il sisma bonus, in vigore fino a fine 2021, è spalmato in 5 anni e non 10.

Sconto in fattura: le nuove disposizioni

La Legge di Bilancio 2020 rivede anche le regole per lo sconto in fattura. Se nel 2019 i soggetti che avevano diritto alle agevolazioni per interventi di riqualificazione energetica, antisismici e di installazione di impianti fotovoltaici potevano scegliere di tramutare la detrazione in uno sconto diretto in fattura sul corrispettivo dovuto all’impresa – la quale veniva rimborsata sotto forma di credito d’imposta -, con la nuova manovra questa possibilità rimane in vigore soltanto per lavori di «ristrutturazione importante di primo livello» (riqualificazioni energetiche individuate dal decreto Sviluppo del 2015) realizzati su parti comuni di edifici condominiali e costati almeno 200 mila euro.

Come ottenere le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione

Le agevolazioni spettano a proprietari e nudi proprietari (o relativi coniugi, familiari e conviventi), usufruttuari e titolari del diritto di abitazione, locatari e comodatari che sosterranno le spese e saranno intestatari dei relativi bonifici.

Per avere accesso ai bonus è necessario pagare i lavori con bonifico bancario o postale in cui risultino il codice fiscale dell’avente diritto e partita IVA o codice fiscale del beneficiario del bonifico; nella dichiarazione dei redditi andranno poi indicati i dati catastali dell’immobile e gli estremi di registrazione dell’atto dei lavori.

Il molti casi, come ad esempio il bonus facciate, il Fisco si è riservato il diritto di fare controlli a campione per accertare il rispetto dei requisiti di accesso previsti dalla normativa.

In generale, per usufruire delle detrazioni, è sempre bene conservare tutti i documenti relativi al pagamento dei lavori, come fatture e ricevute dei bonifici, o, in caso di ristrutturazione e rinnovo di mobili, arredi ed elettrodomestici, affidare gli interventi a un servizio professionale di ristrutturazione chiavi in mano come quello offerto da Io Ristrutturo e Arredo. In questo caso un unico referente, oltre a formare, coordinare e supervisionare il team di lavoro, aiuterà il cliente a gestire tutta la parte burocratica, compreso l’iter da seguire per accedere alle agevolazioni. La soluzione ideale per risparmiare tempo e stress e vivere solo la parte più bella ed emozionante del (ri)fare casa!

 


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