Ecco come il Covid-19 sta cambiando le nostre case

Ristrutturazioni sempre più su misura, all’insegna di materiali naturali e spazi multifunzione, per trasformare il nuovo modo di vivere e le nuove esigenze in soluzioni abitative di qualità.

Un post di @alvaraaltissimo, diventato virale su Instagram, ci presenta la “casa lockdown” o “casa balcone”, ovvero la casa ideale per “affrontare al meglio i prossimi mesi”.

La casa lockdown – @alvaraaltissimo

Impostazione minimal, col balcone che ad occhio e croce occupa il 90% della superficie e tutto il resto ridotto all’osso (eddai, non è poi così importante).

È vero, questo mix di satira e architettura coglie perfettamente nel segno. E la riflessione viene spontanea: il Covid-19 ha davvero cambiato le nostre necessità, le nostre abitudini, la nostra percezione della casa?

Il lockdown ci ha portato a ripensare le priorità e a ridare valore agli spazi aperti, all’illuminazione naturale, al verde, che soprattutto nelle grandi città abbiamo sacrificato sull’altare dell’economia domestica e delle metrature ridotte.

In questa nuova dimensione, dove spesso la distanza casa-lavoro è nulla e la convivenza è 24/7 non-stop, abbiamo scoperto la necessità di avere una casa capace di soddisfare un modo nuovo di vivere.

Oggi la nostre case iniziano a starci strette.

Vorremmo appartamenti più grandi e dotati di spazi esterni, capaci di farci respirare, possibilmente rivolti a sud o comunque con buona esposizione. Giardini, terrazzi e balconi sono diventati una parte vitale dell’abitazione; non possiamo più farne a meno perché nei mesi bui sono stati il nostro diversivo, la nostra valvola di sfogo. Si sono rivelati ambienti multifunzionali, in cui abbiamo lavorato, fatto movimento, praticato hobby ed esercitato un pollice insospettabilmente verde.

L’arredo dell’outdoor, che prima improvvisavamo o trascuravamo, è riscoperto in tutte le sue forme. Dalle pavimentazioni impermeabili e antiscivolo a divanetti, tavolini e sedute di design per esterni, passando per mini-piscine da terrazzo e giardino, un piccolo grande lusso che è riuscito a regalare un piacevole momento di relax quando non è stato possibile andare al mare o in piscina.

I mesi di lockdown ci hanno fatto innamorare delle passeggiate all’aria aperta, immersi nel verde e nei suoni della natura. Tanto che ora non vogliamo più rinunciarci e, per non saper né leggere né scrivere, abbiamo portato un po’ di natura in casa, con piante, fiori, legno, pietra e altri materiali che richiamano le essenze del bosco e della terra su pavimenti, mobili, rivestimenti e finiture.

Alzi la mano chi, durante la chiusura forzata, non ha utilizzato uno spazio libero del soggiorno o della zona notte per allestire un angolo fitness, in cui si ha praticato yoga o si è allenato con pesi, cyclette o ginnastica libera. Gli armadi a muro con tutto l’occorrente per allestire in poche mosse un angolo palestra, così come pareti attrezzate che si trasformano in postazioni di lavoro, ci sembrano già indispensabili.

Se è vero che d’ora in avanti sempre più persone potranno gestire da casa la propria professione, il nuovo modello di lavoro si ripercuoterà inevitabilmente sull’arredamento delle nostre abitazioni e sulla predisposizione di spazi multifunzionali. Scrivanie, sedie ergonomiche, monitor, stampanti: tante componenti dell’ufficio un po’ alla volta entreranno nelle nostre case e dovremo essere bravi a trovargli una collocazione intelligente.

Soppalco in open space living room.

Lo smart working ci ha portato a lavorare al mare, in montagna: abbiamo riscoperto le seconde case, non più semplici “appoggi” per trascorrere fuori città 15-20 giorni all’anno, ma abitazioni con una precisa identità, da vivere al 100% per intere stagioni o periodi ancora più lunghi.

Il tempo in cui la classica casa di campagna veniva arredata con mobili “avanzati” ed elettrodomestici di seconda fascia è destinato a cedere il passo alle nuove priorità. Anche in campagna porteremo la connessione veloce a internet, presteremo maggiore attenzione alla funzionalità degli ambienti e alle infrastrutture, sceglieremo impianti domotici, elettrodomestici di classe A e rubinetti intelligenti che limitano sprechi e consumi.

Igiene e pulizia delle superfici sono priorità assolute e improrogabili, perché è troppo forte il bisogno di alzare anche in casa il livello di precauzione e sicurezza, quando in gioco c’è la salute della nostra famiglia.

La ristrutturazione diventa allora l’occasione per posare pavimenti, rivestimenti, piani cucina e sanitari realizzati con materiali antibatterici, capaci di eliminare fino al 99% di germi, virus e microscopici parassiti che si annidano in casa. Un investimento intelligente (e nemmeno eccessivamente oneroso) per vedere i nostri figli “gattonare” liberi e felici sul pavimento.

Tutti i vantaggi della ceramica antibatterica nelle case dove ci sono bambini.

Per rispondere finalmente alla domanda iniziale e capire come cambierà la casa post-pandemica, occorre prima chiedersi come siamo cambiati noi, e con noi le nostre priorità. Perché a cambiare non sono gli immobili in se, ma i fattori che riteniamo importanti quando compriamo casa o la ristrutturiamo.

Molto dipenderà da come si evolverà il mondo del lavoro, certo, ma il tanto tempo trascorso in casa ci ha già trasmesso maggiore consapevolezza e attenzione per la qualità. Non è un caso che i sistemi di purificazione dell’aria siano tra i prodotti per la casa più richiesti degli ultimi mesi, al pari dei materiali naturali ed ecologici. Dalle recenti ristrutturazioni sono nate zone flessibili, che utilizziamo di volta in volta come palestra, home office o aula studio, e zone filtro all’ingresso in cui lasciamo scarpe, cappotti e guanti.

Da oggi abbiamo bisogno più che mai di interlocutori preparati e competenti, come quelli di Io Ristrutturo e Arredo, capaci di ascoltare le nostre idee e trasformarle in soluzioni concrete e realizzabili, per regalarci una casa davvero su misura, progettata con noi al centro.


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